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Marinare la scuola

La parola scuola deriva dal greco “σχολή”, relativa a una pausa dell’attività lavorativa dedicata alla cura dello spirito e alla cultura.

L’espressione idiomatica “Marinare la scuola” definita nei vocabolari come: “Saltare volontariamente le lezioni senza il consenso dei genitori spesso per evitare verifiche o passare tempo con amici”, fa parte dell’italiano standard. Nel passato il detto si trovava nei testi di letteratura per ragazzi, gli studenti però preferivano e preferiscono altre espressioni regionali a volte molto fantasiose, quali “bigiare”, “fare filone”, “fare forca”, “fare lippa” che sicuramente rendono l’atto molto più colorito e concreto.

Rappresentava nella memoria collettiva un piccolo gesto di libertà adolescenziale, una trasgressione innocente che faceva parte del processo di crescita. Non c’era il registro elettronico con il quale l’assenza si scopriva in tempo reale, i genitori spesso non ne sapevano nulla e la “ragazzata” entrava a far parte delle esperienze da raccontare agli amici. I giovani oggi sono distanti anni luce da questi comportamenti, se non hanno studiato, spesso con il benestare dei genitori che giustificano l’assenza, restano a casa a giocare con il computer o a “chattare” con gli amici. I genitori nel passato erano molto più severi, maestri e genitori erano alleati, volavano ceffoni, castighi e a volte punizioni corporali; l’autorità scolastica non era messa in discussione. Oggi i genitori tendono a giustificare in ogni caso il comportamento errato del figlio.

Collodi nel suo libro più famoso “Le avventure di Pinocchio. Storie di un burattino” che tutti i ragazzi del secolo scorso conoscevano e studiavano alla scuola elementare non usa esattamente l’espressione, ma Pinocchio, in molti capitoli, evita la scuola preferendo i divertimenti. Bisogna aspettare il secolo successivo con autori quali B. Pitzorno o G. Rodari che useranno l’espressione nella sua forma originaria.

Alcuni linguisti ritengono che derivi metaforicamente dalla marinatura dei cibi, come si “conserva” il pesce nel liquido, lo studente “conserva” la scuola per un altro giorno saltandola.

Altri, collegano l’espressione al linguaggio marinaro, dove “marinare” significava sottrarsi a un compito o assentarsi senza permesso dal servizio in marina.

FRANCESE: “Faire l’école buissonière” (marinare la scuola), “Secher les cours” (bigiare la scuola, più colloquiale)

Curiosità: La prima espressione nasce perché i ragazzi che non andavano a scuola si nascondevano nei “buissons”/cespugli

INGLESE: “To play truant” (marinare la scuola, più formale), “To bunk off school” (bigiare la scuola, colloquiale), “To play hooky”, “To ditch school” (espressioni americane colloquiali, bigiare)

TEDESCO: “Die Scule schwänzen” (marinare la scuola)

SPAGNOLO: “Hacer novillos” (andare a giocare con i tori piccoli/marinare la scuola), “Hacer pellas” (fare palline/marinare la scuola)

Iris Mutti

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Marisa Bellini
Marisa Bellini
1 giorno fa

Grazie. Curiosità che non dobbiamo dimenticare

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