Vai al contenuto

Gradella, uno dei borghi più belli d’Italia

Gradella, con le sue case gialle profilate di mattoni rossi, i porticati ombrosi con le travature in legno e i viottoli che si aprono su cortili fioriti. La camminata di marzo ci ha condotti in questo piccolo angolo di pianura in cui il tempo sembra essersi fermato. Dell’antico nome Gardella rimane memoria nell’insegna del bar che si affaccia sulla piazza. È qui che il professor Buzzi ci racconta la sua storia: dalle origini, probabilmente altomedievali e longobarde, con notizie molto frammentarie, fino all’ammissione tra i borghi più belli d’Italia nel 2005. Un territorio di confine, scenario di lotte cruente per la supremazia, con il passaggio alterno da un signore all’altro fino alla definitiva acquisizione da parte della famiglia Maggi, nel XVII secolo. L’ultimo dei Maggi, il conte Aymo, viene ricordato per la cura rivolta al borgo che amava, per cui fece costruire la scuola, l’asilo, i bagni pubblici e il campo da calcio.

       

Adiacente alla piazza, la chiesa parrocchiale, dedicata alla Santissima Trinità e a San Bassiano. Edificata nel 1895 su una pieve preesistente di origine medievale, oramai fatiscente, si presenta con pregevoli affreschi del pittore Luigi Morgari. Attorno a essa si raccoglie il borgo: le caratteristiche cascine lombarde con le corti comunicanti, la villa Maggi, rossa con profili gialli, un laboratorio di restauro, due ristoranti, il caseificio. Qualcuno ci saluta con un sorriso mentre ci avviamo verso il cimitero, nel luogo dell’antico lazzaretto. Una cappelletta ricorda ancora i morti di peste, quella “manzoniana” del 1630, diffusa dai Lanzichenecchi. Intorno prati da sfalcio e silenzio. Siamo nel parco del Tormo e il paesaggio è disegnato dalle rogge, dai canali e dai fontanili, che salgono in superficie e sembrano scoppiare come bolle. Un borgo che custodisce con orgoglio la sua identità rurale e, come tutte le piccole comunità, trova la propria forza nella condivisione e nel sentimento di appartenenza a un territorio.

           

Doveroso aggiungere che l’antico toponimo di Gradella era Gardella, che derivava probabilmente dalle parole germaniche GARD (luogo fortificato) e ALLOD o ALOD (proprietà, possesso). Si pensa dunque che Gradella fosse in origine un insediamento longobardo con un presidio militare e un castello a difesa del territorio, edificato tra l’ VIII e il IX secolo.

Gaetana Puglisi

5 2 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

2 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Adriano Tango
Adriano Tango
5 giorni fa

“Qualcuno ci saluta con un sorriso mentre ci avviamo verso il cimitero”, le connotazioni d’ambiente che più apprezzo!

Maria Spina
Maria Spina
1 giorno fa

Grazie a Gaetana Puglisi per aver descritto il delizioso borgo di Gradella con la sua scrittura evocativa, corposa emozionale!

2
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x