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Gli amici del museo

Difficile per Elisa e Livia dimenticare quella domenica. Passeggiata col nonno in centro città con visita, per la prima volta, al museo.

All’ingresso salutano il custode che le accoglie con un sorriso : “Mi chiamo Aigor e sono felice di vedere due bimbe così piccole che si avvicinano all’arte e alla scienza”.

Elisa si rivolge al nonno : “Ma come mai non è brutto?”.

E Livia : “Nel libretto di fiabe che ho a casa i guardiani dei musei hanno pure la gobba”.

Il nonno : “ A Crema i custodi sono tutti gentili e belli”. Infatti con voce dolce Aigor si rivolge ai tre visitatori : “ Mi raccomando! Il museo chiude a mezzogiorno”.

Che emozione per le due bimbe passeggiare tra le sale : vecchie canoe, lance e archi di un periodo molto antico, statue senza braccia (Elisa si domanda “Perché son tutte rotte?”), busti con visi senza naso (“Perché senza naso?” si chiede Livia), quadri bellissimi e alcuni un po’ tristi che descrivono la natura, il mare, i boschi. Ma eccole nella stanza dei faraoni mentre il nonno si attarda nel locale dedicato agli attrezzi della campagna lombarda : zappe, aratri, arnesi per fabbri e maniscalchi.

Un faraone, steso in un sarcofago, muove le labbra; Elisa sussulta terrorizzata e chiama Livia ma il faraone interviene : ”Bambine, bambine! Di notte nel museo succedono cose strane. Gli scheletri dei quadri moderni escono dalle cornici e gironzolano per le sale disturbando tutti. Litigano con i busti di pietra e le statue. Vogliono diventare i padroni del museo perché, dicono, loro rappresentano l’arte moderna”.

Scheletri? Quali scheletri?

Girato l’angolo, Livia ed Elisa si trovano di fronte ai quadri con gli scheletri : si scorge un povero mendicante, un mercante di stoffe e poi anche un principe, una nobildonna con bambino, il signore di Venezia, un re. Addirittura si può notare anche un prete, un vescovo e un papa.

Improvvisamente il re muove gli occhi fissando Livia con sguardo bonario e dice : “Non è vero quello che dice il faraone, siamo nervosi! Stiamo immobili qui solo per farci guardare tutti i giorni dai visitatori. Non ci basta! Vogliamo uscire e fare qualcosa di utile. Ad esempio proteggere le persone brave dai violenti, la notte specialmente. Ci trucchiamo da Zombie anche se non è la festa di Halloween. Aigor sa tutto e, in certi casi, è lui a guidarci. Non è la prima volta perché, ad esempio, l’altra sera abbiamo cacciato dei ragazzi che, ubriachi, danneggiavano le auto parcheggiate in piazza Duomo. La settimana scorsa abbiamo trovato la palestra della vostra scuola quasi distrutta; siamo intervenuti per mettere in fuga i manigoldi“.

E come mai siete finiti nei quadri?” interrompe Elisa.

La nostra è una storia molto triste. Sono passati almeno duecento anni da quando Naldo, un mago molto cattivo, arrivò al nostro villaggio e ci costrinse a fare tutto quello che lui desiderava. Tutti si ribellarono ma lui lanciò una maledizione che ci legò a delle cornici di quadri sparsi in paese. Potevamo liberarci solo la notte e, alla festa di Halloween, girare all’interno delle vie del paese, pena essere portati in catene nei sotterranei del castello del Mago. Trascorsi cento anni siamo stati trasformati in scheletri. Non sappiamo perché”.

Livia ed Elisa ricordano che rimasero di stucco tanto che il giorno dopo, col nonno, tornarono al museo per ringraziare gli amici-scheletri per quanto avevano fatto.

Non trovarono né loro né tanto meno i quadri. Erano stati portati nella torre di un castello di Londra dove avrebbero partecipato a una mostra di pittura. Lì presero un premio e, tornati a Crema, vennero sistemati nella solita stanza, l’ultima sala del museo, dove pochi visitatori osavano avventurarsi. Il papa e il re si arrabbiarono.

Il mattino successivo Aigor trovò il museo sottosopra : alcune statue distrutte, busti greci devastati e mancavano pure dei vasi nella zona dedicata ai faraoni.

Chi poteva aver fatto tutto ciò? I sospetti caddero sui …

A sirene spiegate arrivò la polizia per un sopralluogo e stendere un piano per catturare i colpevoli.

Gli scheletri confidarono a Elisa e a Livia, ormai di casa al museo, che non avevano fatto nulla ma che, durante la notte, avevano intravisto uomini mascherati entrare dalle finestre del primo piano.

La sera successiva, travestiti da Zombie, gli amici-scheletri, montarono di guardia davanti all’ingresso del museo. Infatti non tardarono a sentire rumori strani provenienti dal primo piano.

Coraggiosamente si presentarono davanti ai ladri che, spaventati a morte alla vista degli scheletri, si rifugiarono in una stanza dove vennero chiusi a chiave in attesa dell’arrivo della polizia avvertita tempestivamente da Aigor.

Che gioia! Il fatto venne riportato dai giornali locali anche se nessuno avrebbe mai saputo, tranne Elisa e Livia, cosa effettivamente fosse successo quella notte al museo.

E’ certo che le due bimbe pregarono Aigor di spostare i quadri-con-gli-scheletri all’ingresso del museo dove tutti li avrebbero potuti notare.

Aigor aveva capito, per la gioia di Livia, Elisa e dei loro amici-scheletri.

GIBI

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