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La luce si ritira rapidamente, disegnando i contorni del Torrazzo con un tocco  di magia.

I balconi fioriti, le vetrine degli eleganti negozi illuminate. I rari passanti ci osservano incuriositi. Siamo alle “4 vie”. Tutto ebbe inizio qui. Comincia così il racconto di Matteo Facchi, giovane e preparata guida di questa speciale camminata in notturna proposta da UNI-CREMA. Ci accompagna il docente Paolo Mariani. Il luogo in cui ci troviamo delimitava l’isola Mosa, una ristretta zona emersa in un vasto territorio invaso da paludi. Qui sorse il nucleo originario della città. Siamo nell’XI secolo, non supportate da documenti le ipotesi di una Crema longobarda. Ancora alcuni cenni storici, poi ci incamminiamo. Cambia volto la città di notte, quando i rumori si acquietano e ciò che è quasi invisibile di giorno a sguardi frettolosi si rivela ora con chiarezza. Sono piccoli, affascinanti particolari: un segmento ornamentale in cotto, un antico portale, due bifore gotiche, inglobati in costruzioni più recenti.

La prima sosta al trecentesco Palazzo Benvenuti, oggi Arrigoni, interamente nascosto da una cinta di edifici. Solo un anonimo portone e la segnaletica  turistica ne indicano la presenza. Matteo ci parla della magnificenza del suo scalone monumentale, simbolo di ricchezza e potere, per stupire gli ospiti e introdurli allo sfarzo della residenza. Si prosegue verso il Palazzo Barbara, dove nacque Giovanni Bottesini, in quella via dei Civerchi nota come via dei musicisti: Francesco Cavalli, il tenore Pesadori e l’organista Petrali ebbero qui i loro natali. Poi il secentesco Palazzo Clavelli, dalla bella facciata in mattoni a vista, e infine il Palazzo Benzoni, oggi sede della biblioteca comunale, dal particolare portale barocco con i telamoni. La narrazione si arricchisce di aneddoti e curiosità. Le descrizioni della guida e gli interventi del professor Mariani danno spessore a una visita necessariamente in esterno. Sono innumerevoli le dimore nobiliari del centro storico.

In ognuna coesistono elementi di epoche diverse, di stili e gusto differenti, in un insieme armonioso che fa di Crema una città elegante e raffinata. Con un ardito balzo temporale ci spostiamo a un passato più recente, di cui i cremaschi del gruppo conservano un ricordo affettuoso: i vicoli, che un tempo collegavano le vie principali, oggi in gran parte privatizzati. Come quello dell’ Osteria del Pozzo Vecchio, che evoca un’atmosfera più popolana e genuina. Il nostro itinerario si conclude al Duomo di Santa Maria Assunta. Le zone in ombra portano alla luce, nel contrasto, la slanciata struttura in gotico lombardo. In questo anno francescano, cerchiamo sulla fiancata meridionale le tracce di un affresco, quella che si pensa possa essere una delle prime raffigurazioni delle stimmate del Santo.

La serata è sempre più ventosa. Qualcuno si attarda nei bar ancora aperti sulla piazza. Ci salutiamo. I passi più lievi sull’acciottolato per non svegliare la città che dorme.

Gaetana Puglisi

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Marisa Bellini
Marisa Bellini
1 giorno fa

Ma che meraviglia.Bellissimo articolo, belle immagini e bei lavori di Luigi. Mi rammarico della mia assenza.Propongo una replica. È possibile?

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