Vai al contenuto

L’influenza occidentale in Giappone – Parte seconda

Parte prima

In Giappone i cambiamenti importanti sono sempre imposti con guerre o, se in democrazia, dalle autorità di Governo.

Alla fine della seconda guerra mondiale gli americani hanno governato il Giappone fino al 1952, anno che segna la fine dell’occupazione.

Di tutti i cambiamenti apportati dagli americani, molti sono stati accettati, ma nel tempo via via si sono “giapponesizzati” o lasciati decadere.

Un esempio sono le mappe.

Gli americani arrivati in Giappone, per orientarsi più facilmente hanno chiesto ai giapponesi di numerare le arterie principali Via n. 1, Via n. 2 ecc., secondo gli standard a cui erano abituati.

I giapponesi hanno accettato di buon grado le richieste degli americani e piantato dei pali sui quali erano scritte, oltre ai numeri, le indicazioni necessarie per un facile orientamento. Essi, però, dopo la partenza degli americani, tornarono alle loro consuetudini.

Non venne più fatta alcuna manutenzione, le scritte caddero, i pali marcirono, vennero rimossi e oggi nessuna cartina giapponese riporta più i numeri delle strade.

Personalmente ho avuto la possibilità di vedere, nel 1966, uno di quei pali caduto a lato della Meiji Dori (importante arteria stradale) a Mejiro, dove abitavo.

Per un occidentale trovare una casa o un ufficio riferendosi all’indirizzo è una vera impresa quasi impossibile.

Per esempio, un indirizzo di Tokyo è così concepito:

TOKYO-TO SHIBUYA-KU 13-22 SENDAGAYA-DAI 25 KYUTEI MANSION 702

– TOKYO-TO indica Tokyo città

– SHIBUYA-KU indica una zona di Tokyo più o meno grande come Verona

– 13-22 SENDAGAYA indica un quartiere di Shibuya

– DAI 25 KYUTEI MANSION è l’edificio con il n° 702

Va precisato che il numero degli edifici non è sequenziale cosicché il 702 non si trova dopo il 701 o precede il 703, ma è un numero che si riferisce al registro dell’anno di costruzione, per cui ci potrebbe essere il 702 e poi, il 23.

Inoltre, il numero di un caseggiato può essere riferito a un centinaio di famiglie.

Si può capire come trovare un indirizzo sia particolarmente difficile.

In caso di problemi ci si può riferire comunque al “koban” di zona (piccola stazione di Polizia), dove il poliziotto di quartiere potrà sicuramente suggerire la giusta direzione.

Il sistema occidentale non ha scalfito minimamente la loro consuetudine.

Alcune feste occidentali sono sbarcate in Giappone ma vengono vissute in modo completamente diverso.

È il caso di S. Valentino.

In occidente l’innamorato porta fiori e invita la ragazza a pranzo o cena per festeggiare insieme la ricorrenza.

In Giappone, invece, è la ragazza che regala cioccolatini al fidanzato.

Non parliamo poi del S. Natale che ci raccoglie in preghiera a festeggiare la nascita del bambin Gesù. In Giappone è una festa laica dedicata ai piaceri, con bevute e trasgressioni varie, tanto da aver visto locali in cui si festeggia il porno Christmas.

Al contrario, il Capodanno è una festa religiosa e le metropolitane funzionano tutta la notte per permettere a una fiumana di milioni di persone di visitare il maggior numero di templi per poi ammirare il sorgere del primo sole dell’anno.

I giapponesi che sono curiosi e interessati ad altre culture hanno preso molto dagli occidentali ma hanno “giapponesizzato” il tutto e oggi, osservandoli, potremmo pensare che si comportino come occidentali, ma non è vero.

Essi si comportano da giapponesi.

Anche noi, del resto, non possiamo dirci giapponesi perché mangiamo il sushi o il ramen con i bastoncini.

Gian Piero Barozzi

3 2 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

1 Commento
Vecchi
Più recenti Le più votate
Marisa Bellini
Marisa Bellini
2 minuti fa

Grazie, molto interessante

1
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x