“Il tango è un pensiero triste che si balla”. Così il maestro Claudio Demicheli, citando la frase del compositore argentino Enrique Santos Discépolo, ha aperto la lezione speciale del 21 maggio, dedicata al tango argentino.
Ed è stato davvero un pomeriggio che ha avvinto tutti i presenti, grazie alla musica di Elsa Marchini al violino e Claudio Demicheli al pianoforte, oltre alle danze di Silvina Agüera e Riccardo Ongari.
Il maestro Demicheli e la ballerina Agüera hanno tracciato la storia di questo ballo, ricordando che nasce all’inizio del ‘900 nei sobborghi poveri e nei locali malfamati di Buenos Aires, danzato da principio nei bordelli e tra uomini nelle strade, e caratterizzato da una musica triste e malinconica, poiché scaturisce dalla vita degli emigranti. È difatti generato dalla fusione tra le culture degli immigrati europei (soprattutto italiani e spagnoli) e i ritmi africani quali il candombe, sviluppandosi come un’espressione di nostalgia e riscatto sociale.

In seguito esce dai bassifondi e sbarca in Europa, diventando un fenomeno di moda tra i quartieri alti; di conseguenza anche l’alta società argentina lo accetta in patria. Dagli anni ’30 i testi si arricchiscono di poesia e le grandi orchestre, guidate da maestri come Astor Piazzolla, riempiono le sale da ballo.
Il tango ha vissuto un enorme revival globale negli anni ‘80, ed è oggi patrimonio immateriale dell’umanità.

Claudio Demicheli ed Elsa Marchini hanno eseguito diversi pezzi, tra i quali una milonga, variante più allegra e veloce del tango, la Habanera di Bizet, oltre a brani come Oblivion e Libertango di Piazzolla, e il popolare Gelosia.

I ballerini Silvina Agüera e Riccardo Ongari hanno mostrato a tutti come il tango argentino sia il dialogo intimo di una coppia, che coinvolge la capacità di guidare e seguire basandosi sull’ascolto reciproco.

Un pomeriggio diverso dalle lezioni frontali, che ha tenuto i presenti incollati alle sedie della sala Alessandrini, mentre con i piedi battevano il ritmo trascinante della musica.
Perché, come ha detto il maestro Demicheli, la musica è nell’aria.
Giuliana Guerri
