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Il Quartierone e gli ex Stalloni

L’arte, la storia, la vita comune con i suoi personaggi più famosi e quelli più originali e fantasiosi. Ancora una volta il professor Italo Buzzi intreccia informazioni e aneddoti nella sua narrazione, durante la camminata urbana di fine gennaio. Siamo al Quartierone, un rione di Crema a ridosso del mercato coperto, sorto intorno alla metà del XVI secolo in seguito all’ampliamento delle mura cittadine. L’intervento richiese la presenza di una guarnigione più numerosa, con la conseguente necessità di un maggior numero di alloggi per le truppe. Due secoli dopo, venute meno le esigenze difensive, si decise di demolire la caserma e utilizzarne i materiali per altri progetti. In quella occasione i muratori trovarono l’affresco di un Crocifisso con San Giovanni e la Madonna che decisero di conservare, proteggendolo in una piccola cappella, e che divenne presto oggetto di grande devozione. Nel 1958 i reduci della seconda guerra mondiale chiesero che l’oratorio del Santissimo Crocifisso divenisse il Sacrario dei caduti in guerra e tale è rimasto fino ad oggi. Interessante la descrizione dell’affresco attribuibile, secondo il professor Cesare Alpini, al pittore cremasco Tommaso Pombioli (detto il Conciabracci) attivo sul territorio nella prima metà del Seicento. Una rarità, secondo Alpini, in quanto il Crocifisso non si presenta con le caratteristiche dell’iconografia tradizionale, bensì a testa alta, con gli occhi aperti e senza ferite sul costato.

Usciamo nella piazzetta antistante per ascoltare il carillon di campane, giunte dall’Austria nel 2011, suonare l’inno nazionale. L’aria è frizzante, preludio ai giorni della merla, ma la nostra prossima tappa è vicina. Basta girare l’angolo ed eccoci agli “ex Stalloni”, un’area molto vasta composta da innumerevoli edifici e da ampi spazi esterni. Anche qui le alterne vicende storiche hanno mutato, nel corso dei secoli, la loro destinazione d’uso. Fondato alla fine del XV secolo come cenobio femminile benedettino, passò successivamente all’ordine domenicano fino alla chiusura definitiva durante la conquista napoleonica. Divenne una caserma, un allevamento di cavalli e, più recentemente, un Centro di Incremento Ippico, attività conclusasi un decennio fa. Oggi agli “Stalloni” ha sede una struttura che porta avanti un progetto importante, uno di quelli belli, all’insegna dell’inclusione e della promozione sociale: il Centro di Riabilitazione Equestre intitolato ad Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa. Ci danno il benvenuto il direttore Agostino Savoldi e la terapista Lorena. Con passione ci illustrano la nascita dell’associazione nel 1979, l’ippoterapia e le finalità della loro attività, svolta in gran parte dai numerosi volontari. Dopo una visita alla ricca collezione di carrozze e finimenti, ci conducono alle stalle. Lorena  “sussurra” con dolcezza ai cavalli. Con la stessa dolcezza accoglie le fragilità di bambini, ragazzi, ma anche adulti che si affidano a lei e alle altre operatrici per ritrovare benessere ed equilibrio psicofisico. Qui, ogni giorno, avviene uno scambio di sensibilità ed emozioni tra pazienti e terapiste. Perché è importante condividere anche piccoli momenti o gesti semplici, come quello che chiude il nostro incontro: una bevanda calda, un vassoio di frittelle offerto con gentilezza dai nostri ospiti, un sorriso per dire grazie.

Da pochi giorni l’area degli “ex Stalloni” è divenuta proprietà del Comune di Crema. Il progetto di riqualificazione è già pronto. Auspichiamo che venga avviato senza indugio affinché tutta la comunità possa fruirne al più presto e al meglio.

Gaetana Puglisi

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Adriano Tango
Adriano Tango
7 giorni fa

Una pagina di Crema che si riapre, attendiamo la RAI!

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