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Fa un freddo cane!

Alla UNI-CREMA il freddo lo “sentiamo” cosi. Ecco come viene tradotto nei corsi di lingua straniera.

Fa un freddo cane!

Dietro la semplicità della forma si nasconde una lunga storia legata alla tradizione contadina del passato. Il cane una volta viveva spesso randagio ed esposto al freddo e alla fame, costretto a dormire all’aperto nelle notti d’inverno, non certo coccolato e curato come succede oggigiorno. In molti modi dire il cane è usato per esprimere condizioni estreme o di difficoltà come “vita da cani”, “tempo da cani” “giornata da cani”. Il cane è l’immagine dell’istinto e della sopravvivenza, l’animale che vive fuori sopporta le intemperie e affronta la fame e il gelo. Il “freddo cane” è un freddo intenso che colpisce fino alle ossa. Nella letteratura dell’Ottocento, Collodi e Verga usavano espressioni popolari come “freddo cane” per dare realismo ai loro dialoghi.

TEDESCO: “Es ist verdammt Kalt!” / “Es ist eine sibirische Kälte!” (Fa freddissimo/Fa un freddo polare). I tedeschi non hanno sviluppato modi di dire legati ad animali bensì si riferiscono al freddo siberiano o polare come paragone per un freddo molto intenso.

FRANCESE: “Il fait un froid de canard!” (Fa un freddo d’anatra). In Francia anziché al cane ci si riferisce all’anatra, la loro caccia si fa in inverno obbligando i cacciatori ad attendere lungamente al freddo, le anatre invece non hanno problemi, sono molto robuste perché hanno le piume e strati di grasso sotto il piumaggio. L’espressione combina l’idea di un freddo rigoroso durante la stagione della caccia con la capacità delle anatre di sopportare le basse temperature.

INGLESE: It’s freezing cold!”/” it’s bitterly cold!” (Fa un freddo gelido/ Si muore di freddo). Gli Inglesi pur avendo inverni miti per la Corrente del Golfo, sperimentano comunque freddo e gelo ma la loro cultura ha sviluppato espressioni non legate ad animali ma alle condizioni metereologiche quali freddo, vento, umidità..

SPAGNOLO:Hace un frío que pela!”/ (Si gela/ Fa un freddo cane) Il verbo “pelar” vuol dire pelare, sbucciare. L’idea è quella di un freddo pungente che fa pizzicare la pelle come se si staccasse.

Curiosità: In Toscana e Trentino si usa la stessa espressione “Fa un freddo che si pela”.

Iris Mutti

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Gibi
Gibi
3 mesi fa

Articolo curioso e interessante. Buon Anno a tutti. Gibi

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