Leggere “Troilo e Cressida” di William Shakespeare non è facile. Nella sua prefazione dedicata alla commedia (o tragedia) i commenti del Prof. Pagetti sono chiari e riportano quanto discusso durante la sua lezione. In effetti, l’insegnante ha sottolineato la mediocrità umana. Si pensa che i grandi uomini della mitologia siano tutti eroi, ma qui emergono le loro debolezze e i personaggi rappresentano l’umanità attuale. Questo rende “Troilo e Cressida” un’opera moderna.
Achille ordina ai suoi soldati di uccidere Ettore e poi dice a tutti di averlo ucciso; Tersite è come un falso giornalista: è sempre in scena per commentare ciò che accade; Cressida è trattata come una donna inaffidabile; Troilo si preoccupa solo delle questioni di guerra e il genere cavalleresco muore.
Cressida e Troilo diventano amanti di seconda categoria. Tutti si aspettano il duello tra Diomede (il nuovo amante di Cressida) e il suo amato Troilo, con Troilo ucciso da Diomede e Cressida che, trovandolo morto, si suicida, ma il Grande Bardo delude i suoi spettatori perché, qui, i personaggi non sono Romeo e Giulietta.
Sarebbe interessante vedere la commedia con un linguaggio moderno che rispetti le idee di William Shakespeare.
GIBI
