La ricerca del benessere, dell’armonia tra il corpo e la mente, è uno degli argomenti più dibattuti nella storia dell’umanità. Fin dall’antichità, il pensiero filosofico ha approcciato questa tematica dividendosi tra chi riteneva che mente e corpo fossero due entità distinte e chi ne sottolineava il legame inscindibile. Oggi evidenze scientifiche ne confermano la stretta connessione. Quanto è importante per un anziano ritrovare o mantenere questo equilibrio quando l’ età incomincia a gravare e i pensieri negativi invadono la quotidianità? Già da tempo UNI-CREMA propone dei corsi, tenuti dalla docente Fernanda Frassi, che attraverso particolari tecniche di mindfulness aiutano a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo.

A tali incontri sono state affiancate quest’anno alcune lezioni sui colori e il loro influsso positivo sulla nostra vita, presentate da Angela Fiorini, esperta cromoterapeuta. Anche il laboratorio di maquillage, con Emiliana Zanotti, si è rivelato importante. Prendersi cura del proprio aspetto e della propria pelle, non per “apparire”, ma per “sentirsi” in ordine, sviluppa anche una percezione di ordine interiore. In senso lato potremmo dire che tutta la proposta formativa dell’Università contribuisce a sanare il disequilibrio che si viene a creare tra il corpo e la mente in situazioni di particolare vulnerabilità. Conoscere nuovi argomenti o imparare una nuova lingua stimola l’attività cerebrale.

Viaggiare permette di confrontarsi con culture diverse.

I corsi di pittura o di scrittura sollecitano la creatività. Mediante la fotografia si riesce a catturare i dettagli in uno sguardo d’insieme. Col canto, la musica e il teatro si liberano le emozioni. Tutto ciò concorre a ricucire lo strappo tra corpo e mente. Pare che i medici giapponesi, nei casi di stress somatizzato, prescrivano la terapia del bosco, cioè camminate lente in mezzo alla natura.

Senza dover aspettare la somatizzazione dello stress, noi godiamo delle camminate nella nostra bella campagna cremasca, insieme ai nostri docenti, che, oltre a risvegliare muscoli sonnolenti, generano una sensazione di piacere e quindi di benessere. Scoprire capacità ignorate, o recuperare quelle che pensavamo perdute o appannate, aumenta l’autostima. Ma, soprattutto, lavorare insieme, progettare insieme amplia le nostre relazioni, ci spinge ad ascoltare e a essere ascoltati, aiutandoci ad allontanare quel senso di solitudine che rappresenta uno dei disagi più preoccupanti nella terza età. Concentrati sul presente, viviamo un’anzianità più attiva che ci consenta di mantenere un ruolo non marginale nella società.
Gaetana Puglisi
P.S. Immagini scattate durante il laboratorio di Fotografia 2025 – Mostra di fine anno

Vorrei ringraziare Marisa Bellini e i suoi allievi di pittura e disegno per la foto del gruppo durante una lezione.
Ma complimenti davvero. Articolo molto bello