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A spasso sotto la neve

Inverno freddissimo, immacolato; neve fresca che cadeva su altra neve ma Livia e Lorenzo non potevano rinunciare alla passeggiata lungo il sentiero che portava nel bosco. Quindi, slitte alla mano e giù per la collina.

Che allegria! A turno si spingevano fino all’imbocco della strada dove un cartello, quasi nascosto, indicava l’inizio della boscaglia. Ma qualcosa si intravvedeva lungo la stradina: una figura dal colore rosso, seduta in mezzo alla neve, si lamentava quasi piangendo. I due bimbi, avvicinandosi, si accorsero di conoscere quel tipo. Aveva un vestito rosso ma sporco e lacero in alcuni punti. Il costume che gli copriva in parte il viso era strappato ma si intuiva chi fosse: era Spider-Man.

Ma com’era possibile che fosse finito ai margini di quel bosco in collina?

A un tratto, con voce malinconica, l’uomo balbettò “Sono Spider Man e non sono più un super-eroe. Il Mago Titan mi ha tolto tutti i poteri. Non posso più fare ragnatele a cui  attaccarmi per catturare   ladri e  cattivi. Posso venire con voi? Non ricordo neanche dove si trovi la mia casa”. 

I due bimbi rimasero sbalorditi! Loro che avevano solo sette anni stavano sorreggendo un super-eroe.

Lo fecero salire su una delle due slitte. Era un po’ malconcio, sembrava fosse caduto o scivolato ma era felice che qualcuno si prendesse cura di lui. Lui che aveva sempre soccorso i più deboli e indifesi dai violenti della Terra.

Ma le sorprese non erano finite! Sulla strada del ritorno, in un ruscello ghiacciato, scorsero un ragazzo vestito di blu. Anche lui aveva perso i poteri. Era Super-Man!

Il Mago Titan gli aveva regalato un pacco di Natale contenente dolci e merendine e un cioccolatino al latte gli era stato fatale. Conteneva “Anichetulotina”, una potente sostanza capace di paralizzare chiunque togliendo ogni possibilità di saltare, lottare e tanto-meno volare.

Povero Super-Man! Tremava dal freddo e si lamentava del fatto che, anche lui come Spider-Man, non ricordava in quale città abitasse.

E Livia e Lorenzo : “Vieni a casa nostra, ti aiuteremo noi a guarire”.

E lo caricarono sulla seconda slitta.

Chi l’avrebbe mai detto che quella passeggiata avrebbe avuto un così triste epilogo.

Improvvisamente un ronzio fastidioso, che proveniva da sopra gli alberi innevati, li spaventò. Cosa poteva essere?

Era un’ape gigantesca che si abbassava verso i due bimbi mentre trascinavano le due slitte con a bordo i due ex-super-eroi.

Incredibile! Livia e Lorenzo non avevano mai visto un’ape così grande: aveva ali che sembravano le pale di un elicottero, zampe come quelle di un elefante e una bocca che ricordava le fauci di uno squalo.

Impauriti i due bimbi si nascosero dietro un mucchio di neve ma Spider-Man li tranquillizzò perché sapeva che quell’ape era un’amica; anche lei era stata vittima del Mago Titan.

Infatti l’ape atterrò vicino ai bimbi e raccontò la sua storia.

Mi chiamo Beeggy. Ero l’ape regina di un alveare ai piedi della montagna e tutto procedeva al meglio. Si faceva il miele per noi e per il contadino che ci trattava come delle principesse. Le api operaie erano felici fino a quando si presentò alla fattoria il Mago Titan travestito da apicultore.

Fu così che convinse il contadino che avrebbe prodotto una grande quantità di miele trasformando tutte le api in api-giganti. Io, da regina cercai di oppormi, ma lui mi sostituì con un’altra regina traslocando l’alveare nel suo castello. Sono riuscita a fuggire ed eccomi qua! Aiutatemi, per favore!”.

Cosa potevano fare due bambini, due ex-eroi senza poteri e un’ape anche se gigante?

Ma Beeggy aveva un piano perché sapeva che, nelle segrete del castello, c’era una pozione magica per ritornare api normali ed anche una macchina per far riprendere i poteri a Spider-Man e Super-Man. Sarebbero tornati a difendere la Terra dai malvagi.

La strada per arrivare al castello la conosceva Super-Man perché aveva già avuto a che fare col Mago Titan: aveva rapito una principessa e Super-Man l’aveva liberata.

E così il quartetto e l’ape gigante si avvicinarono al castello e, in silenzio, i due bimbi, passando attraverso le sbarre dei sotterranei, giunsero nella stanza dove, in quello che sembrava un grosso bidone, si trovava la pozione magica. Grazie all’ape gigante scardinarono le sbarre dalle finestre facendo scivolare la botte all’esterno del castello.

Beeggy se la caricò sulle spalle e corse subito all’alveare per rovesciarlo sulle api-operaie giganti.

Misteriosamente le api tornarono normali e anche Beeggy ne  bevve un sorso. Magicamente, tornò l’ape regina di un tempo.

Che felicità, per le api operaie, rivedere la loro regina.

E Livia e Lorenzo? Erano rimasti nei sotterranei perché scorsero nell’oscurità della stanza una strana macchina con una scritta   che diceva “Macchina per i super-eroi”.

Subito avvertirono i loro due amici che si consultarono, guardando la macchina infernale. E insieme dissero “Preferiamo aiutare l’umanità senza super-poteri”.

Restava un’ultima cosa da fare: assicurare alla giustizia il mago. Lo trovarono addormentato nella sua camera e, dopo averlo legato ad una slitta, lo portarono al posto di polizia del villaggio vicino.

Così si può essere ancora super-eroi senza super-poteri!

Che avventura per Livia e Lorenzo! Chi l’avrebbe mai detto che una passeggiata sotto la neve si sarebbe trasformata in una storia fantastica.

GIBI

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Franco
Franco
9 giorni fa

Complimenti, molto carina!

Federica
Federica
6 giorni fa

Bellissima!

Ivana
Ivana
6 giorni fa

Bellissima e ricca di insegnamenti…il mio voto era 5!

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