In una casetta di Capergnanica, cinque fogli su una scrivania e un giovanotto un po’ attempato dalla faccia scura e imbronciata. “Maledetto il giorno in cui mi sono offerto di scrivere un articolo su quel prof. di UNI-CREMA che parla col diavolo! Domani alla
riunione di redazione getto la spugna e mi iscrivo al laboratorio di pittura”.
Arrabbiatissimo butta i cinque fogli. Ma quella notte… ecco che il 4000-battute inizia ad imprecare verso i quattro fogli inermi nel cestino: “Ero l’articolo perfetto per il pensionatone di UNI-CREMA. Dettagliato, un po’ gossip; mancavano le cinque W ma chi se ne sarebbe accorto! Potevo essere tranquillamente pubblicato anche sul Giornalino di UNI-MILANO”.
Dal cestino si affaccia il 2200-battute ostentando la sua perfetta conformità alle regole del giornalismo moderno: “Il testo mio è stato corretto da un noto scrittore cremasco ma in redazione era stato bocciato perché aveva stravolto il pensiero del padrone di casa che dorme nella stanza accanto”.
“E io allora” aggiunge il 2200-battute-newstyle “depennato perché troppo infarcito di paroloni e termini inglesi che vanno tanto di moda oggi e anche scomodo alla Direzione della scuola”.
Dal cestino sbuca anche il 2200-battute-on-line con un sorriso: “Almeno io vado sul sito on-line dove tutti mi leggeranno. M’immagino i numerosissimi LIKE che i giovanotti di UNI-CREMA mi lasceranno”.
Come sorretto da una mano invisibile si appoggia alla scrivania il quinto foglio e tuona: “Voi rappresentate il passato, siete il vecchio giornalismo fatto di carta ingiallita. Io sono nato dalla macchina che sta su questa scrivania. Posso scrivere dieci articoli diversi su uno stesso argomento e parametrarli in base all’età, al sesso, alla cultura del lettore e non solo. Chiamatemi CHATGPT”.
Una sveglia batte le 8 e l’ometto arrabbiato della sera precedente si affretta a inserire nel trita-carte i cinque fogli. E’ proprio il caso di
sottolinearlo: sembra la storia di un articolo mai nato. Ma sarà così?
Gibi
